Provincia: Pavia

Mi chiamo Martina Sollazzi, sono nata nel 1966 e vivo da sempre a Pavia. 

Il mio primissimo incontro con Guccini risale al 1978. 

I miei genitori avevano invitato a cena un po' di amici nella loro casa in Oltrepo' e a un certo punto ho visto girare un'audiocassetta dal titolo "Radici". 

Nella mia ignoranza, ho pensato che si trattasse della colonna sonora dell'omonimo sceneggiato che avevo visto di recente, ma mi hanno subito spiegato che lo sceneggiato non c'entrava nulla, che si trattava dell'album di un cantautore molto interessante. 

Dopo cena, qualcuno ha preso la chitarra e si è messo a suonare "La locomotiva" e attorno a lui chi la sapeva la cantava. 

Ricordo in particolare Roberto, figlio di amici di famiglia, ragazzino apparentemente difficile ma in realtà semplicemente fragile e bisognoso di affetto: ricordo con quale grinta, con quale sguardo ispirato ha cantato 'Trionfi la giustizia proletaria!' e mi dà un piccolo conforto rievocare quel momento così intenso e lieto, per lui, sapendo quanto poi la vita lo ha trattato male.

La mia simpatia per Guccini si è trasformata in amore un po' più avanti. 

Avevo 15 anni, ascoltavo e riascoltavo Amerigo, con una predilezione speciale per Eskimo e per 100 Pennsylvania Ave, e intanto mi immaginavo adulta, sui 35/40 anni, e mi figuravo quanto sarebbe stato bello invecchiare accanto a un uomo come lui, capace di scrivere quelle parole, di creare quelle atmosfere...

Scusate se mi sono dilungata, se invece di una sola prima volta ho voluto scriverne due, ma ho pensato che il mio primo incontro fosse stato un po' tiepido e valesse la pena raccontare anche di quando è scoccata la scintilla.

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