Giancarlo Lorenzi incontra Guccini
Opera preferita: Signora Bovary

1976 stadio di Lucca, concerto organizzato dall'ARCI. 

Era uscito da poco Via Paolo Fabbri, io avevo 15 anni e lo avevo appena scoperto. 

A quel tempo il presidente dell'ARCI era un mio vicino di casa e vedendo Francesco seduto sulle tavole del palco (che  era fatto con tubi innocenti e tavoloni per l'edilizia), gli chiesi se potevo entrare. 

Ero un adolescente emozionato che non avrebbe mai chiesto un autografo per cui mi limitai a dirgli che avevo comprato tutti i suoi dischi e che mi piaceva molto. 

Niente di che lo so, ma nella mia mente di ragazzino, quando mi salutò con quella sua erre che sfuggiva dicendomi: "ciao Giancarlo ti ringrazio", per me fu come se fosse diventato un caro amico. 

E un caro amico lo è stato per i successivi 50 anni.

 

Sono nato nel 1961 e direi che il MIO Guccini si divide in due tronconi: il primo, che è quello dell'episodio che ti ho inviato, è relativo alla mia adolescenza quando investì lo stipendio di un mese per acquistare un impianto stereo della Pioneer con il quale dalla finestra del terzo piano dove abitavo, mettevo i suoi dischi a tutto volume e sotto si radunava un crocchio di ragazzi ad ascoltarle. 

Era il tempo che c'erano le polemiche sui cantautori e le contestazioni a volte feroci. 

Sono contento, a distanza di 50 anni, poter dire che avevo ragione io. 

Il secondo invece, si riferisce alla mia maturità all'incontro con la donna della mia vita, alla nascita dei miei figli e alla consapevolezza di trovarmi davanti ad un personaggio straordinario. Io e mia moglie siamo andati avanti (e ancora lo facciamo) a "pane e Guccini", i miei figli sono cresciuti a "pane e Guccini" siamo andati in Via Paolo Fabbri, siamo andati a Pavana (purtroppo non lo abbiamo mai incontrato tranne una volta, ma c'era a casa sua una troupe televisiva) e ricordo con piacere la signora che abita vicino al "Mulino di Ciccon" che prima che io facessi la domanda mi disse: cercava il maestro? 

Non Guccini,  il "maestro" o l'altra signora alla quale chiesi dov'era l'entrata e mi rispose indicandola:  non si può sbagliare e lì  dove c'è "la porta verde" e la memoria andò immediatamente a "Eskimo". 

Non so spiegartelo per me è venuto a mancare una persona di famiglia, una persona che portavo ad esempio ai miei figli, mi manca veramente qualcosa l'idea di non vederlo più da Fazio o a Porretta, che non scriverà più mi fa stare male, sono contento però di aver avuto la fortuna di incontrarlo lungo il mio cammino  con lui sono diventato certamente una persona migliore. 

Per finire il mio album preferito è: "Signora Bovary".

Mi scuso se sono stato un pò  lungo, ma quel poco che avevo scritto era veramente riduttivo.

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